Capire la tua prescrizione per occhiali, senza gergo
Salute visiva, 6 min di lettura, luglio 2026
Il tuo oculista ti ha consegnato una prescrizione piena di sigle e di numeri, e non ci capisci niente. È normale, e bastano pochi minuti per rimediare.
Ogni riga di una prescrizione descrive esattamente quello che i tuoi occhi vedono, e quello di cui hanno bisogno per vedere bene. Una volta decifrato il codice, scegli gli occhiali con sicurezza, verifichi che non manchi nulla e sai esattamente che cosa chiedere al tuo ottico. Ecco la guida in parole semplici, riga per riga.
I punti chiave
- OD è l'occhio destro, OS il sinistro. Ogni occhio ha i suoi valori, e spesso sono diversi.
- Il segno davanti al primo numero dice quasi tutto: meno per la miopia, più per l'ipermetropia.
- L'addizione compare solo con la presbiopia, di solito dopo i quarant'anni.

Un occhio alla volta: OD e OS
Una prescrizione si legge sempre un occhio alla volta. OD viene dal latino oculus dexter, l'occhio destro. OS, oculus sinister, in francese a volte indicato con OG, è l'occhio sinistro. I due occhi si correggono raramente allo stesso modo: per questo ogni riga ha i suoi numeri. Se è compilata una riga sola, la correzione è identica da entrambi i lati, cosa più rara di quanto si creda.
Sfera, cilindro, asse: le tre colonne che contano
La sfera (indicata con SPH) misura la potenza della correzione, espressa in diottrie. Un numero preceduto dal meno corregge la miopia, la vista da lontano sfocata. Un numero preceduto dal più corregge l'ipermetropia, la fatica da vicino. Più il numero è alto, più la correzione è forte. Un -1,00 è una correzione leggera, un -6,00 una correzione forte.
Il cilindro (CYL) e l'asse vanno sempre insieme. Correggono l'astigmatismo, quella lieve irregolarità nella curvatura dell'occhio che rende l'immagine un po' distorta. Il cilindro dà la potenza, l'asse dà l'orientamento, su una scala da 0 a 180 gradi. Se quelle caselle sono vuote, semplicemente non sei astigmatico.
Per capire a fondo le differenze tra miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia, la nostra guida dedicata tratta ogni condizione con esempi concreti.
L'addizione: la riga dei presbiti
Dopo i quarant'anni l'occhio fatica a mettere a fuoco da vicino. È la presbiopia, un processo naturale, non una malattia. La tua prescrizione aggiunge allora un valore, l'addizione (a volte indicata con ADD), sempre preceduta dal più. Indica la potenza in più necessaria per leggere un menu o lo schermo del telefono.
Un'addizione porta spesso a una scelta di lenti: lenti da lettura soltanto, oppure lenti progressive che uniscono visione da lontano e da vicino su una sola superficie. Analizziamo questa scelta nel nostro articolo su lenti monofocali o progressive.
Distanza interpupillare: il numero che spesso manca
Un ultimo dato, assente da molte prescrizioni eppure essenziale per il montaggio: la distanza interpupillare, cioè la distanza in millimetri tra i centri delle due pupille. Serve a far coincidere il centro ottico di ogni lente con la tua pupilla. Una distanza misurata male affatica gli occhi, anche con la correzione giusta. Da Maison Mata la misuriamo in negozio come prassi, gratuitamente.
Quanto resta valida una prescrizione
Le regole cambiano da un Paese all'altro, ma una prescrizione per occhiali ha quasi sempre una scadenza, spesso da uno a tre anni, più breve per i bambini e per le correzioni forti. Passato quel periodo serve un nuovo controllo, perché la vista cambia. Se la tua sta invecchiando, un esame della vista azzera il conteggio prima di ordinare qualsiasi cosa.
Una prescrizione che sai leggere è già metà di un buon paio di occhiali. Il resto è il nostro mestiere.
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Porta la tua prescrizione in uno dei nostri negozi a Bali. I nostri ottici la leggono con te, misurano la distanza interpupillare e ti indirizzano verso le lenti giuste, né più né meno. Saper fare da laboratorio, a un prezzo accessibile.
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non sostituisce il parere di un oculista o di un ottico qualificato. Per qualsiasi domanda sulla tua vista, rivolgiti a un professionista sanitario.